Dall’UE il via libera sulla riforma fiscale degli ETS

02.04.2025 - Tempo di lettura: 3'
Dall’UE il via libera sulla riforma fiscale degli ETS

Dopo anni di attesa, è arrivato l’ok della Commissione Europea sulle norme fiscali contenute nel Codice del Terzo settore: dal 1° gennaio 2026 gli ETS faranno i conti con un nuovo panorama di regole

La fase transitoria avviata con l’approvazione del Codice del Terzo settore si concluderà il 1° gennaio 2026: con il via libera dell’UE, arrivato l’8 marzo scorso, sulle nuove norme fiscali per gli ETS (Enti del Terzo settore) la riforma sarà pienamente operativa dall’inizio del prossimo anno.

Scompariranno le ONLUS, ma prenderanno forma nuove agevolazioni: cambierà in maniera profonda il panorama fiscale in cui i soggetti si muoveranno.

Via libera dell’UE sulla riforma fiscale degli ETS: novità dal 1° gennaio 2026

In ogni caso, gli enti interessati avranno a disposizione qualche mese per adeguarsi. I tempi di attuazione della riforma fiscale degli ETS sono ancora lunghi.

A dettare la tabella di marcia è l’art. 104, comma 2, del d.lgs n. 117/2017 che prevede che “le disposizioni del titolo X si applicano agli enti iscritti nel Registro unico nazionale del Terzo settore a decorrere dal periodo di imposta successivo all’autorizzazione della Commissione europea di cui all’articolo 101, comma 10”. 

Il pacchetto di novità contenuto nel Titolo X del Codice del Terzo settore, approvato dalla Commissione UE a marzo di quest’anno, sarà quindi pienamente applicabile dal 1° gennaio 2026.

Novità fiscali per gli enti del Terzo settore dal prossimo anno: addio alle ONLUS

Tra gli effetti più concreti e tangibili, per gli enti che ancora non ne fanno parte, ci sarà sicuramente la necessità di uniformarsi al nuovo assetto di regole e di iscriversi al Registro Unico Nazionale del Terzo settore.

Il perimetro si fa sempre più stretto e definito: scomparirà, infatti, l’anagrafe delle ONLUS.

La riforma ha eliminato la qualifica regolata dall’articolo 10 del dlgs n. 460 del 1997 e la relativa anagrafe: tutto, però, è rimasto invariato in questa fase transitoria che si concluderà con l’arrivo del prossimo anno per chi non ha ancora fatto il suo ingresso nel Terzo settore.

Tutte le ONLUS ancora iscritte all’anagrafe avranno tre mesi di tempo per decidere a quale sezione del RUNTS appartenere.

Chi non procederà dovrà devolvere il patrimonio acquisito a partire dalla assunzione della qualifica di ONLUS.

Riforma ETS: quali sono le novità fiscali in arrivo

Come tutti i processi di riforma, accanto a una pars destruens c’è sempre una pars costruens: sarà applicabile la defiscalizzazione degli utili destinati allo svolgimento dell’attività statutaria o all’incremento del patrimonio, arriveranno specifici incentivi per gli investitori, agevolando le opportunità di finanziamento per gli ETS.

“Tra le novità più significative ricordo l’introduzione di nuovi strumenti di finanza sociale, come i titoli di solidarietà, che garantiranno agli investitori il medesimo trattamento fiscale riservato ai titoli di Stato, con l’applicazione dell’aliquota del 12,5%”, ha sottolineato, inoltre, Maria Teresa Bellucci, Viceministra del Lavoro e delle Politiche Sociali con delega al Terzo settore, dando la notizia dell’approvazione UE.

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